Beautiful Creatures – La sedicesima luna

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Beautiful Creatures 01 202x300 Beautiful Creatures   La sedicesima lunaÈ inutile provare a sottolineare i numerosi colpi di scena e l’azione sempre viva velati all’interno di una storia prettamente romantica, non serve cercare di attribuire una certa parvenza sociale perchè è solo un incipit e non un tema effettivamente trattato, non conviene rimarcare la presenza di mostri sacri quali Jeremy Irons o Emma Thompson cercando di attribuire valore ad un film che ne ha molto poco, rimane a tutti gli effetti un prodotto adolescenziale finto gotico, un’altra delle tante saghe che da Twilight in poi provano a monopolizzare l’attenzione di ragazzine petulanti finto-alternative o casalinghe deluse e represse. Adattamento cinematografico di una serie letteraria che sta spopolando tra i giovani (e non solo) di tutto il pianeta, il primo capitolo, La sedicesima lunaci porta attraverso presunti viaggi spazio-temporali in un mondo di magia che potrebbe creare scompigli che nemmeno immaginiamo, il tutto legato alla figura eterea di Lena Duchannes, del suo spasimante Ethan Wate e di un misterioso medaglione che potrebbe svelare un segreto nascosto tra le sabbie del tempo. Ambientato nella dura e diffidente Carolina del Sud, tra persone bigotte che leggono la bibbia ma odiano svisceratamente il prossimo (vabbè, e c’era bisogno di arrivare fino a Gatlin? Basta entrare in un una qualsiasi chiesa italiana ogni domenica mattina…) il giovane Ethan dopo aver perso la madre prova a consolarsi volgendo la sua attenzione sulla nuova compagna di classe arrivata da poco e che abita in una casa isolata con nonna e zio, personaggio sempre discusso in paese ed accusato di praticare satanismo e magia nera: questa affascinante ragazza agghindata con abiti d’altri tempi si chiama Lena, e le maldicenze non sono poi molto distanti dal vero, essendo lei la discendente di un’antica famiglia di streghe, e il vicino momento della “reclamazione” ci dirà quale sarà il suo destino, al compimento del sedicesimo anno di età infatti si saprà se Lena sarà destinata ad abbracciare le forze del bene o quelle più oscure. L’ennesima rivisitazione dell’eterna lotta tra il bene ed il male, che sia interna ad una persona, che finisca con lo scontro fra i comprimari più attesi, svilisce di per se l’idea che noi abbiamo di gotico ed esoterico, perciò piuttosto che farci illudere con atmosfere rarefatte ed una fotografia alternativa prendiamo questo film per quello che è, una storia d’amore maledetto, quello che piace di più ai ragazzi, niente di più. Certo, il merito di un regista esperto quale Richard LaGravenese è stato quello di puntare su alcuni aspetti del romanzo che ai più potrebbero passare inosservati, l’amore per i libri di entrambi i ragazzi, le misteriose biblioteche nascoste, l’aspetto conturbante che può donare qualche abito da fumetto giapponese a dispetto del grigiore dell’ambientazione, riesce in sintesi a donare quel minimo di scorrevolezza che serve per arrivare in fondo alle due ore e passa di proiezione, il prevedibile finale-non finale lascia aperta la porta agli estenuanti seguiti che come è lecito attendersi serviranno solo per allungare un pò il brodo e mettere in cassa denari sonanti da dedicare alla prossima saga. Facciamo il gioco della torre? Chi teniamo, chi buttiamo giù? Io butterei tutto l’intero cast, produzione compresa, ma prima di lanciare Alice Englert aspetterei un pò, scusandomi il gioco di parole, non sarà Bella ma piace, saranno quei suoi vestiti fiabeschi, sarà il fascino surreale, ma sulla figlia di Jane Campion possiamo puntare per il prossimo futuro, il resto sarà pure atteso come il film dell’anno, ma ne avrei potuto fare anche a meno.

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