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British Sea Power – Let the Dancers Inherit the Party

British Sea Power

Let the dancers inherit the partyC’era una volta un gruppo indie capace di realizzare album di bellezza rara, quei dischi che mettevi a profusione nel tuo lettore digitale perché ad ogni nuovo ascolto scovavi certi suoni nascosti, degli echi lontani, un lavoro certosino fatto sugli arrangiamenti degno dei migliori Radiohead, ma arricchito da schiatarrate che avrebbero fatto impallidire Frank Black dei Pixies.

Questo gruppo si chiamava British Sea Power, e volendo essere sinceri si chiama ancora così: perché i ragazzi di Brighton in realtà non si sono mai sciolti, Jan Scott Wilkinson e compagni hanno continuato a sciorinare un album dietro l’altro, Eamon Hamilton li ha abbandonati per strada nel 2006 per suonare nei Brakes mentre gli altri componenti storici sono rimasti ben saldi ai propri posti, ma di quel gruppo che vi ho tanto decantato nelle righe precedenti, sembra non essere rimasta più traccia.

Let the Dancers Inherit the Party uscito nel marzo 2017 è il decimo album dei British Sea Power, ai quali vanno aggiunti numerosi EP e lavori live, una produzione di tutto rispetto per un gruppo che suona da poco meno di quindici anni: il problema è che il messaggio lanciato dai British Sea Power sembra essersi disperso, dopo Do You Like Rock Music? (disco del 2008!) non c’è stato più un album degno di nota, ma solo uno scimmiottare la nuova generazione di musicisti che mischia l’indie classico al rude garage rock. Let the Dancers Inherit the Party è un album dentro il quale le prepotenze delle chitarre prendono il sopravvento rispetto alla ricerca di inizio carriera, e fatta eccezione per il singolo di lancio Bad Bohemian (che a dire il vero, ci ha lasciato ben sperare), c’è ben poco da salvare di questo progetto. Il secondo estratto (Keep on trying) ad esempio, pur avendo avuto ottimi riscontri nelle radio d’oltre Manica così come nei canali multimediali, è il segno di una netta involuzione, che ci mette al cospetto un album impossibile da ascoltare dall’inizio alla fine senza sentire la necessità di cambiare musica.

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