L’anima gemella

Lanima gemella 01 210x300 Lanima gemellaSolo quando lasci carta bianca ad un artista completo come Sergio Rubini può nascere un film genuino e viscerale come L’anima gemella, un concentrato di colori, tradizioni, superstizioni tipiche di una zona del sud ma che sono parte integrante del bagaglio culturale di tutti noi: L’anima gemella gioca con l’eterno paradosso di voler essere qualcun altro, ma ci dimostra come alla fine è quello che abbiamo dentro che conta e che ci permette di andare avanti. Teresa (Valentina Cervi) è la viziatissima ragazza ricca del paese, crede di poter avere tutto, tranne Tonino (Michele Venitucci) che scappa proprio il giorno delle nozze con la bella Maddalena (Violante Placido) nemesi opposta col suo essere dolce e delicata: Teresa disperata le prova tutte per riavere il suo amore, come corrompere la presunta fattucchiera del paese, che potrebbe fare qualcosina, ma si rifiuta anche di fronte alla faraonica offerta di 50 milioni (ma non esageriamo però, ai tempi si ragionava ancora in lire) non ritenendolo un gesto da fare a fin di bene. In aiuto della ragazza interviene il pittoresco barbiere del paese Angelantonio (Sergio Rubini) nonchè figlio scapestrato della fattucchiera, che obbliga la madre a farsi svelare il trucco e lo propina a Teresa ottenendo il risultato nonostante qualche iniziale difficoltà: pur ritrovandosi come d’incanto nel corpo sinuoso di Maddalena, Teresa fedele al suo personaggio pretende ancora di più, vuole che la rivale sia tolta proprio di mezzo, eliminata, vuole essere l’unica agli occhi del ragazzo, che in effetti non riesce a trovare alcuna differenza, a parte un attaccamento morboso che non riconosceva nella sua anima gemella. Angelantonio nel frattempo non riesce ad eliminare la vera Maddalena, si limita a segregarla in un seminterrato raccontandole tutto ciò che è accaduto per filo e per segno, fuori l’idillio sembra finito, la Teresa mora che abbiamo visto all’inizio del film pare svanita nel nulla, noi sappiamo anche il perchè, ma suoi fratelli no ed iniziano a rastrellare il Salento alla ricerca di Tonino sul quale affondare la spada della vendetta di famiglia: l’estremo sacrificio di Maddalena (che prenderà a sua volta le sembianze di Teresa) sistemerà leggermente le cose, ma l’amato Tonino resterà con la rivale, a lei non rimane che godersi una prigione dorata dentro panni non suoi. Attenzione però alla sorpresa finale, quella che riconcilia con un concetto ruspante di giustizia, quella che ci farà capire che quando hai trovato L’anima gemella difficilmente riuscirai a farla fuggire via, qualunque aspetto abbia. Con un’idea tutto sommato originale Sergio Rubini riesce a dare libero sfogo alla propria creatività senza farsi imporre limiti, la libertà d’azione viene fuori nei dialoghi e nelle situazioni, trasformando i drammi dei protagonisti in commedia nera nonostante la luminosità dei paesaggi salentini: il film difetta un pò nell’interpretazione di una giovanissima Violante Placido il cui stile di recitazione si dimostra acerbo quasi quanto la sua innocente bellezza (ma sappiamo che nel tempo ha fatto maturare entrambi), niente a che vedere con la prova “di pancia” che mette sul piatto una Valentina Cervi già svezzata da anni di produzioni internazionali, e che rende giustizia ad una pellicola particolare che dopo qualche anno passato nel dimenticatoi sta ottenendo un pò di visibilità con numerose repliche televisive.

[amazon asin=B000XYHIBW&template=compra su]


Commenti

commenti