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Warcraft – L’inizio

Warcraft

Warcraft - L'inizioC’è un portale magico attraverso il quale gli orchi dell’Orda vorrebbero passare nel mondo umano di Azeroth dopo aver distrutto il natio Draenor, ma la magia necessaria per farlo funzionare (il Vil), viene alimentata sacrificando vite: a Durotan (Toby Kebbell), capo del clan dei Lupi Bianchi, non rimane che allearsi col terribile Gul’dan (Daniel Wu) ed andare con i suoi alleati più fedeli a cercare i primi tributi. Nel mondo di Azeroth le prime avvisaglie delle irruzioni degli orchi non passano inosservate agli occhi di Anduin Lothar (Travis Fimmel), il comandante dei militari del regno di Roccavento, che assieme al re Llane Wrynn (Dominic Cooper) ed al giovane mago Khadgar (Ben Schnetzer) proveranno a scuotere dal suo lungo “letargo” il potente stregone-eremita Medivh (Ben Foster), l’unico dotato della conoscenza giusta per poter lottare contro il potere del Vil. Il mondo di Azeroth si prepara quindi a controbattere l’avanzata dell’orda anche grazie all’aiuto della mezza orchessa Garona (Paula Patton), trovando lungo la loro strada il più inatteso degli alleati, quel Durotan che dopo aver appreso il vero motivo della resa di Draenor, vuole provare a fermare Gul’dan prima che Azeroth faccia la stessa fine: ma purtroppo Medivh, quello che doveva essere il più potente degli alleati, viene corrotto dal Vil, ritorcendosi contro l’Alleanza creata da Llane e Lothar.

Warcraft - L'inizio

Per chi ha avuto modo di assaporare i primi fantasy nel bel mezzo degli anni ’80 con Willow e La Storia Infinita, ma li ha poi messi da parte fino all’avvento de Il signore degli Anelli e Pdor figlio di Kmer, possibilmente Warcraft – L’inizio è un buon film, ritmato, pieno di colpi di scena, con un’ottima regia e degli effetti visivi superiori alla media, probabilmente non supportati da una sceneggiatura adeguata dal momento che tende ad andare nella confusione più totale per buona parte della visione, ma tutto sommato è  una buona operazione commerciale, da sette in pagella direi, e soprattutto un buon punto d’inizio per quella che potrebbe essere una lunga ed interessante saga.

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Per quelli però che hanno fatto la prima comunione con i libri di Terry Brooks al posto del vangelo, che non hanno mai tirato un calcio ad un pallone perché troppo occupati a giocare a Magic in cantina, che non cambiano canale in TV da mesi per poter vedere l’ennesima replica de Il Trono di Spade e che soprattutto hanno rinunciato ad una vita sociale propria perché svenduta a quella virtuale creata da Chris Metzen e dalla Blizzard Entertainment, allora Warcraft – L’inizio è il male assoluto materializzato in una sola pellicola. Prendi me ad esempio, mi sono ritrovato nella sventurata posizione di assistere a questo spettacolo in un cineforum circondato da orde di giocatori di ogni età di World of Warcraft, che ringhiavano contro ogni mancanza o contro ogni storpiatura di questo o quel personaggio: eppure, nonostante in quel momento avrei voluto prenderli a calci nel culo uno per uno (perché mi hanno proprio tolto il piacere di guardare il film), a bocce ferme non riesco a dargli torto. Perché se scegli di realizzare una saga cinematografica sul più diffuso gioco on-line della storia, se scegli di portare su grande schermo uno dei più grandi movimenti fantasy della nuova era che va oltre i semplici videogiochi dal momento che ha coinvolto anche il mondo della letteratura e dei giochi da tavolo, tu caro Duncan Jones devi garantire il massimo dell’attendibilità possibile, lo so che è difficile racchiudere in semplici film un universo di vastità immane, ma dal momento che hai tutta la Blizzard a supporto, devi fare l’impossibile affinchè questi mondi coincidano, d’altronde sembrava impossibile anche per Il signore degli Anelli, ma Peter Jackson ci è riuscito. Altrimenti armati di buona pazienza e preparati a subire ogni genere di critica possibile, anche la più cattiva, perché per qualcuno Warcraft è un libro sacro, e se incappi contro i fondamentalisti, non potrai dormire più sonni tranquilli.

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