12 volte NataleAmy Smart un tempo è stata la dolce Beth di Roadtrip, Mark-Paul Gosselaar è stato il protagonista di Bayside School, la teen-com più famosa degli anni ’90: come buona parte di queste starlette patinate sono scomparse nel nulla salvo poi essere riciclate dalla ABC per uno dei numerosi film per la TV a tema natalizio che vengono prodotti in massa dal potentissimo network per essere poi girati a Sky così da avere una buona base di commedie romantiche da rifilarci nel periodo più festoso dell’anno. Se non fosse stato per Sky e per l’invidia provata nel vedere i fantasmagorici addobbi newyorchesi probabilmente di un film come 12 volte Natale non avrei nemmeno conosciuto l’esistenza, anche perché, lasciatemelo dire, raschiano il fondo della retorica e della mediocrità, riciclando per l’ennesima volta il tema della giornata che si ripete all’infinito: Kate (Amy Smart) è infatti la classica ragazza emancipata di New York che sembra uscita dritta da un romanzo di Candace Bushnell (quella di Sex and the city, per intenderci), che fugge dalla noiosa festa aziendale per comprare un regalo di Natale all’ex così da provare a farlo ritornare su suoi passi (l’ha lasciata da qualche settimana), ma prima però c’è un appuntamento al buio da onorare per rispetto alla nuova compagna del padre: la frenetica giornata di Kate viene però condita da una serie di incidenti, da una caduta in profumeria fino ad una serie di gaffes proprio al cospetto del nuovo amico, fino a scoprire che l’ex che vorrebbe conquistare ha già una nuova fiamma e la vuole addirittura sposare. Finisce a letto sconfortata prima di mezzanotte e con suo grande stupore si risveglia all’improvviso proprio nella stessa profumeria dov’era caduta il giorno prima, la situazione surreale getterà Kate nel panico e nello sconforto ma non appena di renderà conto di come poter agire per uscirne fuori, la ragazza riuscirà a chiudere il cerchio col passato e trovare nel nuovo “amico” Miles (Mark-Paul Gosselaar) la persona che stava cercando. Melassa fino sotto le ginocchia, un disgustosa retorica di fondo, la peggiore rivisitazione del Giorno della Marmotta vista negli ultimi anni, sono i principali fattori negativi che mi hanno fatto venir voglia di cambiare canale ad ogni risveglio della malcapitata Kate, ma siccome subisco sempre il fascino del Natale mi sono gioco-forza auto-obbligato a vedere la fine di questo film, del quale salviamo la magica atmosfera che New York regala specie a chi la vede solo in TV e la canzoncina a corredo di Jordin Sparks (Angels are singing) diventato ormai un classico dicembrino anche nelle nostre radio. Nel frattempo che scrivevo di questo film in redazione si stanno contrapponendo le due opposte fazioni alla ricerca del “meno peggio” in salsa natalizia: da una parte c’è chi preferisce le commediuole ABC, dall’altra c’è chi patteggia tutta la vita per cinepanettoni e affini, io magari non mi espongo, ma sono dell’idea che piuttosto che perdere tempo con il peggio che il cinema regala nel suo momento migliore, forse sarebbe giusto spegnere la TV e dedicare un po’ di tempo a chi ci sta vicino, almeno sotto Natale, perché quando ci renderemo conto che non è mai abbastanza, probabilmente saremo già arrivati ai titoli di coda.

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Scritto da Ciccio Mangiò

Ciccio Mangiò

Tecnico autodidatta dell'ANAS con tendenze alla critica cinematografica ed alla panza di birra, esperto di tutto, di niente e papà a tempo pieno.

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