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1922

1922 ci porta presumibilmente nelle campagne del Nebraska di inizio ‘900.

Fra le numerose conseguenze del successo di IT quella che salta maggiormente all’occhio dell’appassionato è senza dubbio il ritorno prepotente di pellicole tratte da opere di Stephen King: solo nel 2017 contiamo il già citato IT e La Torre Nera al cinema, non è stata da meno Netflix che nel giro di pochi giorni ha rilasciato produzioni originali come Il gioco di Gerald e questo 1922.

1922 (film) - locandinaTratto dal racconto omonimo contenuto nella raccolta Notte buia, niente stelle, 1922 ci porta presumibilmente nelle campagne del Nebraska di inizio ‘900, dove un arcigno agricoltore di nome Wilfred James (Thomas Jane) si scontra ripetutamente con la moglie Arlette (Molly Parker) per un terreno molto grande che la stessa ha ereditato dal padre, che lui vorrebbe coltivare così da lasciare al figlio Hank (Dylan Schmid) una terra produttiva, mentre lei vorrebbe venderlo ad una grossa compagnia e col ricavato trasferirsi in città ed aprire un negozio di abbigliamento.

Esasperato dalla cocciutaggine della donna e dalle continue tensioni createsi nel frattempo, Wilfred opta per il gesto estremo, ed con la complicità del figlio uccide la moglie soffocandola con un cuscino, e dopo averla nascosta nel fondo di un pozzo, sparge la voce della sua fuga notturna silenziosa.

1922 (film)

Le indagini dello sceriffo locale (Brian d’Arcy James) pressato dalla stessa compagnia interessata al terreno genera delle frizioni profonde fra Wilfred ed il figlio, che nel frattempo seppur giovanissimo, dopo aver scoperto la “dolce” attesa della sua ragazza, decide di fuggire con lei lasciando il padre in balia dei propri incubi, il cui protagonista assoluto è il cadavere della moglie che scortata da una quantità industriale di topi, si presenta ai suoi occhi rivelando tutti i tragici eventi che gli riserverà il futuro fra non molto.

Non ricordo a memoria di aver mai sentito parlare di Zak Hilditch come regista e nemmeno come sceneggiatore (dal momento che in 1922 riesce a fare bene entrambe le cose), magari fra un po’ andrò a spulciare la sua biografia su IMDB, di certo posso dirvi che da indipendente è stato uno dei pochi a saper interpretare al meglio le atmosfere che il maestro del brivido ha creato nel suo racconto: queste campagne sterminate e silenziose, dai colori freddi ed ovattati, i suoni rarefatti, una tensione palpabile e presente durante l’intero svolgimento della vicenda, il senso di angoscia che soffoca il protagonista che in breve diventa anche il nostro.

1922 (film)

Tutto e miscelato con la consapevolezza di un vero veterano, non esagera con scene particolarmente raccapriccianti, ma bastano pochi secondi fissi sull’immane quantità di topi a sconvolgere lo spettatore: in 1922 la realtà spaventa più delle fantasie malate del protagonista, in un spaccato minuscolo di umanità Hilditch riesce a concentrare lo stesso campionario di paure che King aveva raccolto con maestria nel suo breve quanto intenso racconto.

Netflix abbonda di produzioni originali che purtroppo ho scoperto da poco, dal momento che non sono mai riuscito ad andare oltre le serie TV ed i cartoni per le mie bambine: dei pochi visti fino ad adesso, 1922 risulta senza dubbio uno dei più convincenti, una via nuova per la distribuzione cinematografica che continuando così, potrà metterci a disposizione pellicole di livello sempre maggiore, con buona pace di chi vende a 13 euro il biglietto per il prossimo cine-panettone di Natale.

Voto: 6.0. (1 voto)
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Scritto da Ciccio Mangiò

Ciccio Mangiò

Tecnico autodidatta dell’ANAS con tendenze alla critica cinematografica ed alla panza di birra, esperto di tutto, di niente e papà a tempo pieno.

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