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Assassinio sull’Orient Express

Era davvero così necessario andare a rifare Assassinio sull’Orient Express?

Era davvero così necessario andare a rifare Assassinio sull’Orient Express quando ci sono ancora così tanti romanzi firmati Agatha Christie che non sono mai stati trasportati al cinema? Se paragoniamo la versione 2017 di Kenneth Brannagh con quella firmata da Sidney Lumet nel 1974 non ci vuole poi tanto a capire come mai Albert Finney riuscì a conquistarsi una nomination all’Oscar mentre allo stesso cineasta inglese non è rimasto che portarsi a casa nulla di più che le prese per i fondelli per qui baffoni improbabili con i quali ha svilito la figura del suo Hercule Poirot.

Assassinio sull'Orient Express (locandina)Il romanzo di Agatha Christie scritto in meno di una settimana da una stanza del Pera Palas Hotel di Instanbul e pubblicato in cinque puntate dal The Saturday Evening Post nell’estate del 1933 è talmente addentrato nell’immaginario popolare che non facciamo torto a nessuno dicendo che tutti sono colpevoli fino a prova contraria, ma il vero succo del romanzo è scoprire all’improvviso che però non sono colpevolizzabili, hanno tutti una giustificazione, un buon motivo: tanto Agatha Christie che Sidney Lumet ci arrivano costruendo con una precisione sconvolgente il background di ogni personaggio, un Brannagh eccessivamente vanesio si circonda di un cast altisonante al quale lascia qualche briciola, puntando l’attenzione quasi esclusivamente sul suo personaggio, che con un fare shakesperiano fuori luogo si confronta con ogni papabile assassino guardandoli dall’alto verso il basso manco fosse Dio in terra.

Assassinio sull'Orient Express

Praticamente questa versione de l’Assassinio sull’Orient Express di Brannagh è un one-man show con qualche guest star a fare una fugace apparizione, prendersi l’applauso e sparire frettolosamente dietro le quinte.

Dopo una roboante partenza in quel di Gerusalemme la pellicola di Brannagh si perde nei ritmi compassati dell’indagine, non sempre questo è un difetto ma il risultato finale ne risente eccome, abbiamo fatto fatica ad arrivare alle quasi due ore di visione senza farci scappare qualche sbadiglio, manca poi l’eleganza innata che questo romanzo ha sempre emanato, manca il fascino della colonna sonora della più volte citata versione di Lumet (quella attuale firmata Patrick Doyle è al contrario una delle più insipide di sempre), manca la presenza scenica di “comprimari” quali Ingrid Bergman, Lauren Bacall, Sean Connery o Vanessa Redgrave ai quali questa nuova versione risponde con Michelle Pfeiffer, Judi Dench, un resto di stelle impalpabili ed un Johhy Depp al limite dell’imbarazzante.

Assassinio sull'Orient Express

Senza voler condizionare chi ha programmato di andare a vedere Assassinio sull’Orient Express in questo primo lungo fine settimana di festa, noi consigliamo vivamente prima di andare a recuperare la versione “originale” del 1974, permetteteci poi di storcere il naso di fronte alla notizia arrivata in contemporanea all’uscita del film che Brannagh dirigerà al più presto anche Assassinio sul Nilo firmando un sontuoso contratto per un eventuale serie da allungare fino a cinque film: l’aver diretto Thor non ti dà di certo il diritto di trasformare Poirot in Indiana Jones.

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