in ,

Borg McEnroe

Borg McEnroe è una produzione scandinava realizzata davvero molto bene premiata dal pubblico alla recente Festa del Cinema di Roma.

Borg McEnroe è una produzione scandinava realizzata davvero molto bene premiata dal pubblico alla recente Festa del Cinema di Roma, dove la pellicola di Janus Metz Pedersen è stata capace di attirare un’attenzione morbosa che titoli ben più blasonati hanno solo sfiorato.

Borg McEnroe - LocandinaDa un lato abbiamo Björn Borg (Sverrir Gudnason), campionissimo di tennis svedese che a poco più di 25 anni ha vinto tutto quello che c’era da vincere, è il re incontrastato di quel tennis che a cavallo fra gli anni ’70 ed ’80 ha vissuto forse il suo momento più magico e si appresta ad affrontare l’ultima delicatissima finale di Wimbledon dopo aver deciso non senza qualche sofferenza, di ritirarsi subito dopo.

Dall’altra parte c’è John McEnroe (Shia LaBeouf), folle, discontinuo ed irascibile talento assoluto della scena americana, il cui obiettivo primario è quello di spodestare l’ingombrante collega dal trono, e per lui la finale di Wimbledon del 1980 sembra l’occasione più propizia per potersi finalmente imporre.

Borg McEnroe

A questa finale i due ci arrivano in maniera nettamente diversa così come è nettamente diversa la loro personalità: la cosa migliore di questa pellicola è proprio questa, il lavoro di “fino” fatto nel costruire i caratteri dei protagonisti, le loro paure, la tensione che vivono, il momento in cui si rendono conto che qualcosa deve cambiare per raggiungere il proprio obiettivo, aiutati da un’ottima sceneggiatura (Ronnie Sandahl) virtuosa soprattutto nei dialoghi e da una regia ferma e decisa che non si perde in manierismi e perdite di tempo inutili (nonostante ritmi un po’ compassati), e poi l’idea di lavorare con immagini un po’ sgranate che ci catapultano nel cuore del 1980 è proprio una gran figata.

Ma se Borg McEnroe riesce a brillare in maniera così sorprendente sul piano emozionale è per via delle interpretazioni notevoli dello sconosciuto (almeno al pubblico italiano) Sverrir Gudnason e di un redivivo Shia LaBeouf, che se non fosse il folle che tutti conosciamo, potrebbe essere davvero un grande attore.

Borg McEnroe

Se proprio dobbiamo fare i criticoni a tutti i costi e fare un piccolo appunto su Borg McEnroe possiamo dire che alla fine del dramma sportivo che tutti ci aspettavamo c’è davvero ben poco, la pellicola di Janus Metz Pedersen è a tutti gli effetti un biopic su Björn Borg incentrato su quel particolare periodo che ha segnato la fine della sua gloriosa carriera nel quale viene dato parecchio spazio al principale antagonista e all’epilogo finale dello storico incontro: probabilmente dosando la giusta attenzione su entrambi i protagonisti il bel film che abbiamo visto sarebbe diventato quasi epico, ci sono tante sfumature che riusciamo soltanto ad intuire e che non vengono abbastanza approfondite, ma non è nemmeno giusto pretendere troppo da un film che comunque sa come conquistare lo spettatore, che racconta uno sport leggendario che sta per perdere gli ultimi suoi grandi campioni (Federer e Nadal) e con loro tutto quel fascino che solo una pellicola come Borg McEnroe riesce a farci riassaporare anche solo per 100 minuti.

Ancora nessun voto, perché non inizi tu?
Please wait...

Cosa ne pensi?

0 points
Upvote Downvote

Total votes: 0

Upvotes: 0

Upvotes percentage: 0.000000%

Downvotes: 0

Downvotes percentage: 0.000000%

Commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Caricando…

COMMENTI

The Place

The Place

Vittoria e Abdul

Vittoria e Abdul