in , ,

Dirty Projectors – Dirty Projectors

Dirty Projectors - Dirty Projectors
Dirty Projectors – Dirty Projectors

Da vent’anni a questa parte, la sperimentazione fa rima con Dirty Projectors: il gruppo di Brooklyn portato alla ribalta da Björk e David Byrne continua ad osare miscelazioni che sembrano impossibili per le orecchie dei comuni mortali, ad ogni disco provano a spingersi ancora oltre.

Il problema è che a volte, provare strade troppo impervie, non permette di raggiungere l’obiettivo facilmente: è il caso di quest’album omonimo, il settimo della band, che mette da parte la base portante indie e psichedelica a favore di sonorità che vanno dal r’n’b all’acid jazz, e forse per una sperimentazione del genere, io personalmente non sono ancora pronto.

Di certo questa nuova tendenza non la si nota con il singolo Keep your name, che poi è anche il brano che apre l’album, ma nell’ascoltare il disco per intero queste sonorità innovative (forse troppo) prendono prepotentemente il sopravvento e spiazzano tutti quelli che avevano trovato nei Dirty Projectors un gruppo rock a tutti gli effetti, magari diverso e fortemente legato all’elettronica, ma fra una base ed un campionamento, la mancanza delle chitarre si fa sentire.

Discorso a parte merita il secondo estratto Little Bubble, pezzo davvero intrigante, l’importante è ascoltarlo facendo finta che non siano i Dirty Projectors

Ancora nessun voto, perché non inizi tu?
Please wait...

Scritto da Ciccio Mangiò

Ciccio Mangiò

Tecnico autodidatta dell'ANAS con tendenze alla critica cinematografica ed alla panza di birra, esperto di tutto, di niente e papà a tempo pieno.

Cosa ne pensi?

1 point
Upvote Downvote

Total votes: 1

Upvotes: 1

Upvotes percentage: 100.000000%

Downvotes: 0

Downvotes percentage: 0.000000%

Commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Caricando…

COMMENTI

Brunori Sas

Brunori Sas – A casa tutto bene

USS Indianapolis

USS Indianapolis