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Il premio

Premio altro non è che un sentito omaggio alla commedia più classica, con una netta presa di posizione contro quella moderna.

L’esordio con il pluripremiato Razzabastarda nel 2013 sembrava averci detto che Alessandro Gassmann magari non avrebbe fatto molti film da regista, ma quei pochi avrebbero comunque lasciato il segno. Lo ritroviamo dopo cinque anni dietro una macchina da presa a dirigere quella che all’apparenza sembra la più canonica delle nuove commedie all’italiana, mentre a conti fatti Il Premio altro non è che un sentito omaggio alla commedia più classica, con una netta presa di posizione contro quella modernità che sembra quasi aver appiattito ogni forma di dialogo e comprensione.

Il premio (film) - locandinaScrittore di grande successo ma padre assente quanto superficiale, Giovanni Passamonte (Gigi Proietti) prova a mettere insieme i due ruoli in un momento importante: dopo aver saputo della vittoria del Nobel, chiama i due figli ed organizza insieme un viaggio in auto fino a Stoccolma alla ricerca dei luoghi del passato.

Oreste (Alessandro Gassmann) è un palestrato ignorante con un’attività sull’orlo del fallimento, Lucrezia (Anna Foglietta) è una blogger abbastanza scadente con velleità da scrittrice, assieme a loro c’è Rinaldo (Rocco Papaleo) fido assistente di Passamonte, ed una serie di personaggi improbabili incontrati lungo il cammino.

 

 

Il premio (film)

Ciò che succederà durante questo viaggio è giusto che lo scopriate voi, quello che possiamo dirvi noi è che senza strafare o provare cervellotiche vie di fuga, Gassmann si piazza dietro la macchina da presa con la serie intenzione di omaggiare il padre, pur senza realizzare un film autobiografico: a ricordare in maniera impressionante la figura ingombrante del fu Vittorio ci pensa un sontuoso Gigi Proietti, tornato al cinema dopo tre anni in ruolo dove può finalmente mettere in mostra la sua pasta d’attore lontano dai soliti sotterfugi comici da cinepanettone latente.

In questo gioco di contrapposizioni fra vecchie e nuove generazioni, fra vecchio e nuovo modo di fare commedia, a pesare sull’altro piatto della bilancia c’è la giovanissima Matilda De Angelis, che fra non molto diventerà la migliore attrice italiana del nuovo millennio, nel frattempo anche nel tempo limitato assegnato al suo personaggio, dimostra che i giovani attori non sono soltanto bimbominkia dal viso pulito e l’espressione ebete, ma una solida base sulla quale costruire il cinema italiano del futuro.

Il premio (film)

Gradevole, piacevole, scorrevole: Il Premio è film ben scritto (grazie anche al supporto di Massimiliano Bruno e Walter Lupo) che merita di essere visto, che cambia la nostra percezione del Gassmann regista certo, ma non quella del Gassmann cineasta: completo, coraggioso, convincente, nonostante il fardello di quel cognome che si porta dietro dignitosamente.

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