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Kid Cannabis

Kid Cannabis

Tratto dalla vera storia del più famoso narcotrafficante dell’Idaho, Kid Cannabis, uscito nelle sale americane lo scorso aprile 2014, è stato considerato dalla critica la miglior pellicola di tutta la filmografia dell’attore/regista John Stockwell, perchè ha saputo mixare perfettamente vari generi tra cui commedia, azione e crime movie, realizzando un lungometraggio che ha conquistato sia la critica che il pubblico. Il giovane attore Jonathan Daniel Brown che abbiamo già conosciuto nei panni di J.B. in Project X – Una festa che spacca, interpreta (per la prima volta nel ruolo di protagonista) il diciottenne Nate Norman, un pasciuto adolescente sfaticato che, stanco di dedicarsi alla consegna delle pizze, decide di inseguire il suo sogno: costruire un business da un milione di dollari con il traffico di marijuana. Con l’aiuto dell’amico Topher Clark (Kenny Wormald), Nate prova a contrabbandare fino al confine canadese un chilo di cannabis: l’impresa dei due amici va a buon fine, e, attraversando i boschi meticolosamente mimetizzati, scoprono che in fondo non è poi tanto difficile diventare ricchi sfruttando differenti varietà di ceppi di cannabis, come quelli autofiorenti e di tanti altri tipi, di cui i due dispongono grazie all’amicizia con John Grefard (John C. McGinley), un esperto coltivatore e produttore di marijuana. Inizia così per Nate, Topher ed un gruppo di collaboratori da loro reclutati, un’avventura pericolosa e azzardata, che li porterà a incontrare i personaggi più ambigui e minacciosi del settore, ma anche a guadagnare diversi milioni di dollari e a cambiare per sempre il corso delle loro vite. Un cast giovane e di talento, accompagnato da due attori d’esperienza come Ron Perlman e John C. McGinley, rende il film particolarmente interessante e ben valutato dalla critica. Superflua per molti, invece, la voce narrante del protagonista che accompagna buona parte del film. Nonostante l’argomento trattato e la brutalità di alcune scene, non mancheranno neanche le risate grazie ad alcune parti divertenti e a tratti demenziali che soltanto i comportamenti degli adolescenti sono in grado di originare. Il soggetto di questo film è stato ispirato dalla lettura di un articolo sulla rivista Rolling Stone che raccontava proprio le vicissitudini di Nate Norman, uno dei più giovani e famosi narcotrafficanti americani, che fu condannato nel 2004 a 12 anni di carcere per aver creato un business da quasi 40 milioni di dollari e un contrabbando di marijuana stimato in ben 7 tonnellate.

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Qualcosa di straordinario

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