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La passione di Cristo

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La passione di CristoCon l’avvicinarsi delle feste di Pasqua potrà capitare di imbattersi tra la TV generalista o nei canali a pagamento in questa controversa ricostruzione della Passione di Cristo, possibilmente vederlo reclamizzato vi potrebbe far venire voglia di dargli un occhio e per questo noi di Filmovie.it cogliamo l’occasione per dirvi la nostra affinchè poi possiate farvi un’idea e decidere se ne vale la pena oppure no. Diciamoci la verità, questa versione di un sempre più folle Mel Gibson rasenta il fondamentalismo cristiano, è un’opera a tratti violenta, sferzante, forte, narra delle ultime ore di Cristo dopo l’arresto nell’Orto degli Ulivi, il sommario processo da parte di Ponzio Pilato, la Via Crucis e la flagellazione, fino ad arrivare alla crocifissione ed alla risurrezione. Questa ricostruzione eccessivamente cruda non fa riferimento nè ai vangeli, nè alle cronache storiche dell’epoca, prende spunto dalle visioni che una mistica del primo ‘8oo vissuta in Germania ha voluto riportare in alcuni romanzi la cui valenza è stata accettata solo dalle frange più ortodosse della chiesa, ed infatti il film ha trovato molti fra i suoi maggiori critici ed oppositori tra i credenti meno bacchettoni. Il film è un surrogato di violenza inaudita se consideriamo l’argomento, certo sappiamo tutti che Cristo ha sofferto, ma in questo caso pare che il regista ci provi quasi piacere nel vedere fino a che livello è arrivata la persecuzione nei confronti di Gesù, ed inoltre a renderlo ancora di più oltranzista è stata la scelta di girarlo in aramaico e latino antico, le lingue di quel tempo, con un risultato a mio avviso pessimo sia perchè doversi soffermare troppo spesso sui sottotitoli riduce non di poco la dovuta attenzione che ogni film merita, ed anche perchè fuori luogo, considerato anche il fatto che non esiste una reale conferma alla corrispondenza tra il linguaggio utilizzato nel film e le lingue realmente parlate al tempo. Passa quindi in secondo piano la buona ed intensa interpretazione sia del protagonista Jim Caviezel che delle nostre Bellucci e Gerini, in un film che anche un credente secondo me troverebbe di cattivo gusto.

Menzione speciale alla location, il film è stato interamente girato in Italia, precisamente a Matera, visto in alta definizione, non ho notato particolari differenze tecniche con i classici supporti in DVD, per capirci qualcosa l’ho dovuto vedere più di una volta, per seguire i sottotitoli mi sono spesso perso importanti momenti, anche questo influisce non poco sul giudizio appena letto.

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Scritto da Ciccio Mangiò

Ciccio Mangiò

Tecnico autodidatta dell'ANAS con tendenze alla critica cinematografica ed alla panza di birra, esperto di tutto, di niente e papà a tempo pieno.

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