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La signora dello zoo di Varsavia

La regista neozelandese Niki Caro prova a mostrare che il suo talento non si è esaurito nel 2005.

In attesa di tornare al pubblico delle grandi occasioni con il remake in live action di Mulan, la regista neozelandese Niki Caro prova a mostrare che il suo talento non si è esaurito nel 2005 con North Country, ma è ancora capace di mostrare la forza ed il coraggio dell’universo femminile e lo fa portando su grande schermo La signora dello zoo di Varsavia (The zookeeper’s wife), tratto dal romanzo di successo firmato da Diane Ackerman nel 2007.

La signora dello zoo di Varsavia - LocandinaNel 1939 l’invasione tedesca sta devastando la Polonia e nemmeno la splendida città di Varsavia viene risparmiata dalle barbarie naziste, tanto che anche lo zoo gestito dal dottor Zabinski (Johan Heldenbergh) e dalla moglie Antonina (Jessica Chastain) viene inesorabilmente distrutto: alle difficoltà sorte nell’accudire le poche bestie rimaste si uniscono quelle delle nuove regole portate dal gestore dello zoo nominato dal reich Lutz Heck (Daniel Brühl).

Nel frattempo anche in Polonia parte la persecuzione contro gli ebrei, i drammi ai quali assistono non lasciano indifferenti i coniugi Zabinski, che decidono di collaborare con la resistenza mettendo a disposizione i tunnel nascosti sotto lo zoo.

 

La signora dello zoo di Varsavia

La signora dello zoo di Varsavia è un film nel quale spicca senza dubbio la grande prova d’attrice di Jessica Chastain, magari non sarà presa in considerazione per un’eventuale nomination all’Oscar (anche perché in America questo film è uscito lo scorso mese di Marzo) ma le lascia la consapevolezza che dopo anni di onorata carriera cinematografica, la rossa di Sacramento è pronta anche per questo.

Ottima la ricostruzione ambientale di un film che sembra non avere pecca alcuna, ma che procede in maniera forse troppo didascalica ed impersonale, nonostante un abbondante dose di scene vitali quanto toccanti: è chiara l’intenzione della Caro di creare il vuoto attorno alla sua eroina silenziosa con il fine di far emergere il personaggio di Antonina rispetto a tutto ciò che la circonda.

La signora dello zoo di Varsavia

Nessuno può rimproverarla per questo, ma certi passaggi troppo impacciati e grossolani hanno creato dentro questa pellicola una sorta di barriera fra ciò che fa la Chastain e tutto il resto, una separazione netta che nuoce soprattutto nella narrazione, anche se alla fine la prova dell’attrice californiana è talmente limpida e convincente, che ci si può anche passare sopra.

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