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L’inganno

Il manifesto ufficiale del cinema di Sofia Coppola

L’inganno è il remake targato Sofia Coppola del cult La notte brava del soldato Jonathan (1971) con Clint Eastwood come protagonista, a sua volta tratto dal romanzo A painted devil di Thomas P. Cullinan: siete inguaribili cinefili e ricordate a memoria quel film? Bene, dimenticatelo, perché Sofia Coppola lo trasforma in uno dei suoi “film”, in tutto e per tutto.

L'ingannoC’è un collegio in Virginia, il Miss Martha Farnsworth Seminary for Young Ladies, dove la direttrice Miss Farnswhort (Nicole Kidman) continua inesorabile la sua opera anche se siamo nella seconda metà dell’800 e fuori impazzano la Guerra di Secessione: le ragazze rimaste sono pochissime, così come è davvero poca la gente rimasta nei dintorni. A sconvolgere questo anfratto dove tutto sembra essersi fermato ci pensa John McBurney (Colin Farrell), un soldato ferito trovato da una ragazza mentre era fuori a cercare funghi, portato in casa in gran segreto e subito segregato in una stanza dove la Farnsworth lo curerà con tutta la devozione possibile che una persona merita, senza soffermarsi troppo del su essere del nord o del sud.

L'inganno
Colin Farrell rappresenta l’unica presenza maschile di rilievo di tutta la pellicola

L’arrivo del soldato risveglierà le ospiti del collegio dal torpore perenne che le aveva ammorbate, qualunque sia la loro età, tutte avranno un regalo da portare, un vestito nuovo da mostrare, un gioiello con cui agghindarsi, un’idea succulenta per la cena da preparare: quando toccherà a John scegliere, la strana nuova euforia si trasforma in tensione, ancora più palpabile quando Edwina Morrow (Kirsten Dunst), la più infatuata del gruppo, lo troverà a letto con la giovanissima Alicia (Elle Fanning, che dopo The Neon Demon non riesco a guardare più con gli stessi occhi) sconvolgendo il collegio oltre l’immaginabile. Adesso John è un problema da risolvere: come? Mettendo da parte (con l’inganno) quell’insieme di giochi di seduzione, invidie, gelosie e diffidenze che il suo arrivo ha portato dentro questa piccola comunità.

L'inganno

Sofia Coppola realizza con L’inganno un vero manifesto del suo cinema: ritmi compassati, un micromondo chiuso dentro quattro mura completamente diverso da tutto ciò che c’è fuori, fatto di donne (tanto complici quanto rivali), e da quell’equilibrio faticosamente costruito che si sgretola inesorabilmente alla prima crepa.

L'inganno

Aiutata da un cast ispirato, la Coppola riesce a costruire attorno alla pellicola una certa aura sopraffina che lo eleva dal resto dei suoi film (pur mantenendosi sempre dentro gli stessi canoni stilistici), ne L’inganno c’è una maggiore consapevolezza estetica fatta di atmosfere eleganti e minuziosamente curate, ci sono donne che questa volta non si limitano ad osservare ma conducono la partita ad un livello tale da spingere certa critica ad accusare la regista di essere diventata eccessivamente femminista.

L'inganno

A Cannes il pubblico ha gradito molto questo perfetto concentrato di ironia, pathos ed erotismo (anche se meno tangibile della pellicola originale), la critica ovviamente si è divisa (come succede da sempre con i film di Sofia Coppola), anche se dopo aver battagliato fino alla fine per la vittoria della Palma d’oro, il premio per la migliore regia è andato proprio a lei.

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