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Mew – Visuals

Una band importante che torna ad alzare sensibilmente l’asticella qualitativa

Dei Mew avevamo perso le tracce per oltre un decennio, perché nonostante una produzione costante con ben tre album, due live, due raccolte e due EP, per noi il gruppo norvegese si era fermato a quel “And the glass handed kites” del 2005 capace di donare loro la popolarità internazionale. Visuals invece segna finalmente il loro grande ritorno, non ci sono pezzi come “The zookeeper’s boy” o “Special” a trascinare l’album, ma una lunga carrellata di brani importanti ed incisivi, che spaziano in tutto il territorio del moderno rock alternativo, dall’indie pop fino al progressive, ma seguendo sempre un filo logico che non snatura il contesto del disco.

Mew - Visuals
Mew – Visuals

In a better place ed 85 videos sono forse le tracce migliori di Visuals (ed in effetti sono stati i primi singoli estratti), mai però come questa volta i Mew sono riusciti a presentarci un lavoro completo in tutte le sue forme, probabilmente sarà dura riavvicinare le vette delle classifiche (non solo di genere) di tutto il mondo come fu nel 2005, ma siamo finalmente tornati al cospetto di una band importante che torna ad alzare sensibilmente l’asticella qualitativa, e questo mi sembra un buon punto per ripartire.

Voto: 8.0. (1 voto)
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Scritto da Ciccio Mangiò

Ciccio Mangiò

Tecnico autodidatta dell’ANAS con tendenze alla critica cinematografica ed alla panza di birra, esperto di tutto, di niente e papà a tempo pieno.

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