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Ogni tuo respiro

Ogni tuo respiro (Breathe) segna il sorprendente esordio alla regia di Andy Serkis, che spiazza tutti.

Ogni tuo respiro (Breathe) segna il sorprendente esordio alla regia di Andy Serkis, che spiazza tutti non tanto per la qualità della pellicola (che comunque a dispetto di quanto letto in giro, è notevole), ma perché dal camaleontico attore britannico che fu Gollum, Cesare e King Kong, come prima pellicola ci aspettavamo qualcosa di ben diverso, diametralmente opposto.

Ogni tuo respiro (locandina)Ed invece Ogni tuo respiro è un film di grandi emozioni che tocca Serkis nel personale, dal momento che la lotta contro i pregiudizi sulla disabilità è sempre stato un suo cavallo di battaglia al di fuori delle scene, a supporto dell’adorata sorella malata di sclerosi multipla e paralizzata dalla testa in giù.

E paralizzato dalla testa in giù ci finirà anche il protagonista della pellicola Robin Cavendish (Andrew Garfield), rappresentante di tè costretto a rinunciare alla sua avventurosa vita in giro per il mondo dopo aver contratto la poliomelite in Africa sul finire degli anni ’50.

L’ingombrante apparecchio necessario per respirare sembra costringere Robin a vivere in un letto di ospedale per il resto dei suoi giorni, ma il coraggio nella sua vita non è mai mancato ed aiutato dalla moglie Diana (Claire Foy), dai fratelli gemelli Bloggs e David Blacker (interpretati entrambi da Tom Hollander) e dall’acume dell’amico Teddy Hall (Hugh Bonneville), decide di tornare a casa ed iniziare la sua personale lotta a favore dei diritti di chi come lui si ritrova in palese difficoltà, senza mai rinunciare allo spirito ed alla sua forza d’animo.

Ogni tuo respiro (film)

Nel vedere un film come Ogni tuo respiro il pensiero corre indietro a qualche anno fa ed al magnifico La teoria del tutto con il quale la pellicola di Serkis condivide le tematiche di base, ma nulla di più.

Il messaggio che entrambe le pellicole lanciano è semplice quanto cristallino: anche i disabili possono ottenere risultati straordinari, e quelli raggiunti a Cavendish sul campo dei diritti e sul trattamento dei portatori di handicap non sono meno importanti di quelli conquistati da Hawking nel campo scientifico.

Allo stesso modo potremmo dire che la prova dell’ex Amazing Spider-Man Andrew Garfield non è di certo meno intensa rispetto a quella che ha portato l’Oscar ad Eddie Redmayne, ma il fatto di non aver avuto (finora) lo stesso successo e lo stesso clamore probabilmente la farà passare in secondo piano, ed è un vero peccato: di sicuro però dopo averlo visto in Ogni tuo respiro o in Silence di Martin Scorsese qualche mese fa siamo consapevoli che Garfield ha ormai imbeccato la strada giusta, quella che trasforma un teen-idol in un attore di razza.

Ogni tuo respiro (film)

Ma Ogni tuo respiro non è semplicemente un film normale a supporto di una grande prova d’attore, ma una pellicola completa sotto ogni punti di vista, tecnicamente ineccepibile (la fotografia molto bella è del 3 volte premio Oscar Robert Richardson, le musiche sono del grande compositore britannico Nitin Sawhney), una sceneggiatura importante nel quale i dialoghi la fanno da padroni, una regia abbastanza decisa per essere un’opera prima che non cede all’emotività spicciola ma che riesce comunque ad emozionare lo spettatore: Ogni tuo respiro è semplicemente un bel film girato col cuore in mano.

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