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Perfetti sconosciuti

Perfetti Sconosciuti di Paolo Genovese ovvero del perchè un film apparentemente comune e tranquillo sbanchi i botteghini trasformandosi in un vero e proprio “caso nazionale”. Attenzione spoiler: al netto di polemiche e prese di posizione, noi preferiamo pensare semplicemente che Paolo Genovese sia un gran regista, e questa volta assieme a noi, se ne accorto qualcun’altro.

C’è la coppia in crisi dichiarata (Kasia Smutniak e Marco Giallini), quella che la crisi la nasconde dietro la facciata (Anna Foglietta e Valerio Mastandrea), c’è la coppia appena sbocciata in un fresco matrimonio (Alba Rohrwacher ed Edoardo Leo), e c’è chi il matrimonio l’ha lasciato alle spalle con più di uno strascico da portare dietro come un fardello (Giuseppe Battiston): tutti però, sembrano avere scheletri nell’armadio, anzi, visto che siamo nel 2016, dentro il telefonino. E quando la padrona di casa di una cena che scorre tranquilla come tante altre propone di mettere a disposizione di tutti gli altri i propri segreti nascosti dentro lo smartphone, ecco che questi scheletri balzano fuori, perché si sa, tutti li hanno, il problema è che nessuno se ne aspettava una quantità così numerosa.

Perfetti Scosciuti
Il cast di Perfetti Scosciuti ne l’iconica scena dell’eclissi

E così quella che doveva essere una normalissima cena a casa di amici, si trasforma nel più sorprendente dei drammi corali, che porterà i protagonisti a non dubitare soltanto di chi sta accanto, ma anche della persona seduta di fronte, in una escalation di tensione distruttiva che trasformerà quella che nasce come una delle più divertenti commedie italiane dell’ultimo decennio nel più sorprendente thriller psicologico della porta accanto.

“Ognuno di noi ha tre vite: una pubblica, una privata ed una segreta”

Da questo assunto, Paolo Genovese imbastisce una commedia sopra gli schemi, che sfocia nel dramma, ci sorprende con colpi di scena di stampo thrilling, con fendenti di cattiveria unica, battute degne del miglior varietà d’avanspettacolo e lampi di scorrettezza pura da far invidia al più indipendente degli americani, il tutto senza stravolgere più di tanto il sistema classico della nuova commedia all’italiana. Ci è riuscito finalmente Paolo Genovese a convincere anche i critici più intransigenti, ha studiato la lezione cara ai registi francesi (il riferimento più evidente è Cena tra amici del 2012) ma ci ha messo dentro il meglio ed il peggio di concezione italica, lo ha rielaborato a nostra immagine e somiglianza e ne ha tirato fuori una pellicola moderna all’interno della quale è impossibile non farsi coinvolgere fino al sorprendente sliding doors finale, che non svelo perché di spoiler si può anche morire.

Perfetti Scosciuti
Anna Foglietta è una delle protagoniste di Perfetti Scosciuti

Non ci piace fare quelli del “te l’avevo detto” ma a noi Genovese ed il suo modo semplice di imbastire le commedie corali è sempre piaciuto (vedi Una famiglia perfetta e Tutta colpa di Freud), riesce a tirare il meglio di ogni attore mettendolo a disposizione di chi gli sta vicino, così che la prova d’ensamble possa supportare anche chi tende a brillare di meno: in Perfetti Sconosciuti c’è un pungente Valerio Mastandrea a tirare la carretta, ma non c’è componente all’interno di questo cast al quale possiamo segnare un benchè minimo appunto critico. Qualcuno ha tirato subito in ballo la scusa del prodotto “poco originale” pur di non ammettere di aver gradito il film, ma siccome il “veramente nuovo” nella nostra produzione latita ad arrivare, godiamoci le certezze dell’usato sicuro, che probabilmente sarà meno accattivante del “nuovo che avanza”, ma è l’unico mezzo buono a portare il nostro cinema a guardare lontano.

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