in ,

La preda perfetta

La preda perfettaNon c’è molto da dire su La preda perfetta non perchè questo film mi abbia deluso, ma non ritengo giusto scovare troppo a fondo all’interno di un thriller raccontando episodi e particolari, anche in uno come questo all’apparenza di secondo livello e che invece riesce ad appassionare lo spettatore in quasi tutte le due ore di visione. Matt Scudder è un ex poliziotto che ha preferito lasciare la divisa dopo un particolare episodio, si è riciclato come detective privato mentre lotta contro i suoi demoni (alcol in testa), una personalità combattuta in perenne bilico fra ciò che è giusto e ciò che è sbagliato: accetta quindi senza molta convinzione l’incarico offerto da un ricco trafficante di droga che vuole ritrovare gli assassini della moglie, aiutato da un giovane assistente Scudder si troverà al cospetto di pericolosi criminali seriali, ai quali interessa poco di soldi e potere ma che uccidono e seviziano le proprie vittime per una sorta di diabolico piacere.

Non è la prima volta che Matt Scudder appare sul grande schermo, anche se per trovare la sua prima avventura cinematografica dobbiamo viaggiare indietro nel tempo di quasi trent’anni, era infatti il 1986 quando Hal Hasby pubblicò 8 milioni di modi per morire, con Jeff Bridges come protagonista ed una sceneggiatura firmata Oliver Stone, il film non fu affatto un successo clamoroso, anzi, è caduto ben presto nel dimenticatoio: ma nonostante lo scarso appeal col pubblico cinematografico, le avventure di Scudder hanno avuto nel mondo letterario un notevole riscontro, questo oscuro detective senza licenza è stato protagonista di ben 17 romanzi di successo firmati da Lawrence Block, e tanti altri ne arriveranno ancora, ecco perchè pur non avendo avuto nessuna conferma ufficiale, crediamo che La preda perfetta sarà il primo capitolo di una lunga serie. Il lavoro è firmato da Scott Frank, sceneggiatore di talento alla sua seconda prova da regista, uno che probabilmente di thriller ne avrà visti talmente tanti che sa come realizzare qualcosa di diverso senza stravolgere la solida struttura alla base di certi tipi di film: Frank lavora benissimo sulle ambientazioni, la New York cupa ed oscura de La preda perfetta ci rimanda ai noir degli anni ’40, il resto del film è tutto sulle spalle di Liam Neeson, che pur interpretando quasi sempre lo stesso tipo di film riesce ancora una volta a mettere in piedi un personaggio nettamente diverso, più combattuto del solito, più vissuto e realista di quanto non avesse fatto in film come Unknown – Senza identità o nei vari Taken, confermando quella pasta di attore puro che l’irlandese sembrava aver smarrito nel corso del tempo. Non mancano i difetti, in certi tratti il film si perde dentro se stesso, molte scene sembrano quantomeno inutili, la totale mancanza di personaggi femminili (se non in ruoli marginali) alla lunga pesa, ma se ci concentriamo sul protagonista principale magari certi aspetti negativi passano in secondo piano. La preda perfetta non è destinato a riempire le sale, ma è uno di quei film che potrebbe avere una seconda “luminosa” vita nel mercato homevideo, dal momento che le ambientazioni ne fanno un titolo da vedere d’inverno in casa con una bella coperta sulle gambe: ci speriamo in un seguito perchè lo Scudder di Liam Neeson ha colpito nel segno, magari scegliendo fra i vari romanzi qualcosa di più articolato ed aggiungendo qualcosina in più nel budget, fra qualche anno potremmo assistere ad un prodotto davvero interessante con buona pace di quei critici che ci tediano scrivendo su certi film che sembrano tutti uguali, senza magari rendersi conto che forse sono loro incapaci di cogliere le sottili differenze.

Ancora nessun voto, perché non inizi tu?
Please wait...

Cosa ne pensi?

0 points
Upvote Downvote

Total votes: 0

Upvotes: 0

Upvotes percentage: 0.000000%

Downvotes: 0

Downvotes percentage: 0.000000%

Commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Caricando…

COMMENTI

Resta anche domani

Resta anche domani

La nostra terra

La nostra terra