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the Cranberries – Something else

Una sorta di minestra riscaldata e stantia

Dopo il flop imprevisto di Roses, l’album che nel 2012 segnò il “grande” ritorno dei Cranberries nella loro formazione al completo, Dolores O’Riordan e compagni tornano con questo Something else, ufficialmente il settimo album in studio della band irlandese, ma in realtà un semplice riempitivo buono a placare le esigenze della casa discografica.

the Cranberries - Something else
the Cranberries – Something else

Non c’è niente di peggio che cercare di parlare quando non si ha niente da dire: è questo il caso di Something else, un album fatto di cover acustiche dei loro pezzi migliori accompagnati da tre inediti non trascendentali, fra i quali ci preme segnalare Why solo perché ha avuto qualche sporadico passaggio radiofonico. C’erano una volta i Cranberries, eccellente gruppo di rock acustico che univa ai suoni della tradizione celtica un pop/rock curato ed essenziale reso sublime dalla voce unica di Dolores O’Riordan: quel gruppo oggi è scomparso, è giusto farsene una ragione, ed anche se la versione riveduta e corretta (ma nemmeno tanto) di Linger riesce comunque a sembrare più bella dell’originale, Something else rimane una sorta di minestra riscaldata e stantia, del quale potevamo anche fare a meno.

Voto: 4.0. (1 voto)
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Scritto da Ciccio Mangiò

Ciccio Mangiò

Tecnico autodidatta dell’ANAS con tendenze alla critica cinematografica ed alla panza di birra, esperto di tutto, di niente e papà a tempo pieno.

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