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Tutta colpa dell’amore

Tutta colpa dell’amoreSe durante una calda sera d’estate, di quelle che non ti va di uscire dal soggiorno con tanto di condizionatore a 9000 BTU acceso a palla, lasci per un eccesso galanteria carta bianca a tua moglie nello scegliere il film con cui “fare serata”, lei nonostante abbia a disposizione un intero bouqet dell’unico provider satellitare d’Italia con tanto di box pieno zeppo di titoli on-demand, un catalogo intero targato Netflix, il servizio TV della tua compagnia telefonica ed una videoteca che conta oltre duemila titoli, sceglierà una vecchia commedia romantica, possibilmente ambientata a New York, che abbia un bellaccione da paura fra i protagonisti.

Il caso volle che questo film sia stato Tutta colpa dell’amore, titolo del 2002 firmato da Andy Tennant, che nel suo piccolo è un regista dotato di spunti interessanti: è la storia di Melanie (Reese Witherspoon), una stilista di successo che in quel di New York (guardacaso) sta per coronare il suo sogno d’amore con lo scapolo d’oro Andrew Hennings, uno che si dichiara affittando lo store di Tiffany e che si porta appresso il volto di Patrick Dempsey. Melanie però ha un piccolissimo problema: è già sposata, un errore di gioventù certo, ma dal momento che non ha ancora ottenuto il divorzio, non le resta che tornare a casa nel cuore dell’Alabama, a combattere con modi di vivere e di pensare superati ed anacronistici, in una cittadina così fuori dal tempo che sembra non cambiare mai, per provare a convincere il quasi-dimenticato marito Jake (Josh Lucas) a concedere quel divorzio che per ripicca non ha mai voluto firmare.Tutta colpa dell’amore

Tutta colpa dell’amore è un film uguale a tanti altri, sai subito come andrà a svilupparsi e come andrà a finire, capisci al primo sguardo quali saranno le caratteristiche dei personaggi, si muove dentro quell’eccesso di banalità che ha caratterizzato tutte le commedie romantiche della “generazione Sex and the city”, tutte quelle cioè che hanno invaso il mercato cinematografico a cavallo fra la fine degli anni ’90 e l’inizio del nuovo millennio.

Tutta colpa dell’amore

C’è però un altro buon motivo per guardare Tutta colpa dell’amore oltre a quello di far contenta vostra moglie, ed è Reese Witherspoon, attrice che non ho mai particolarmente apprezzato nei ruoli impegnati (anche se ha un Oscar ed un Goldn Globe in bacheca), ma che nelle commediuole semplici come questa demarca in maniera impressionate il confine fra lei ed il resto del cast. Riuscireste a donare un senso a titoli come Fuga in tacchi a spillo, Pleasantville o La rivincita delle bionde senza di lei? L’importante è che da domani torniate padroni del telecomando, perché non sempre vi potrà andare bene: e se la prossima volta vostra moglie dovesse scegliere un film con Jennifer Lopez?

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Scritto da Ciccio Mangiò

Ciccio Mangiò

Tecnico autodidatta dell'ANAS con tendenze alla critica cinematografica ed alla panza di birra, esperto di tutto, di niente e papà a tempo pieno.

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