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Un Natale stupefacente

Un Natale stupefacenteC’è un piccolo caseificio biologico nelle campagne romane gestita da una coppia felice (Giampiero Ingrassia e Katia Antonelli) che ogni mattina fa affari d’oro con il loro mercatino: ma durante un controllo delle forze dell’ordine questi formaggi sono risultati edulcorati, pare infatti che contenessero tracce di marijuana, di conseguenza la coppia una volta felice viene immediatamente arrestata, all’insaputa del piccolo Matteo (Niccolò Calvagna) il loro figlioletto di otto anni, che in attesa di conoscere le sorti dei genitori viene immediatamente consegnato ai parenti più vicini, una coppia di zii. Il primo è zio Oscar (Claudio Gregori) un donnaiolo impenitente che sbanca il lunario suonando con la sua band, l’altro è zio Remo (Lillo Petrolo) un meccanico al quale la vita è crollata addosso dopo che l’ha moglie Marisa (Paola Minaccioni) l’ha lasciato per un tatuatore alquanto pittoresco (Paolo Calabresi). I due zii non vanno molto d’accordo fra loro e non solo per i caratteri diametralmente opposti, ma per delle incomprensioni che li hanno separati quando anni prima suonavano nella stessa band, solo che dovranno forzatamente trovare un punto di comune accordo per tenere il nipote prima che i due ambigui assistenti sociali Belotti (Francesco Montanari) e Randelli (Riccardo De Filippis) lo spediscano in un istituto. Con l’aiuto di Genny (Ambra Angiolini), la nuova fiamma di Oscar, e di Marisa, l’ex moglie di Remo, il gruppo allargato organizzerà una riunione natalizia nella casa in campagna di Matteo al fine di dimostrare la loro unità familiare, ma una serie di equivoci rischierà di far saltare il piano, fino a quando preoccupato per l’andazzo delle cose, non sarà proprio il bambino a rompere gli indugi fuggendo via di soppiatto con la bicicletta nuova appena ricevuta.

Un Natale stupefacente segna una sorta di piccola ma importante rivoluzione all’interno del cinema commerciale italiano: con la pellicola di Volfango De Biasi infatti, la FilmAuro lancia il nuovo corso dei tormentoni natalizi, quello che qui in redazione abbiamo ribattezzato cinepanettone 2.0, silurando le “vacanze” di De Sica e compagnia definitivamente e lasciandoci accompagnare nel giubilo festaiolo dalla comicità garbata e genuina di Lillo & Greg. Con Un Natale stupefacente la FilmAuro ha però pagato dazio, dal momento che al botteghino si è rivelato quasi un flop con poco più di 5 milioni d’incasso, inoltre non è un film eccezionale, la sceneggiatura è stupida, la regia è di stampo televisivo, nel complesso però scorre e diverte comunque, perché la comicità del duo romano arriva allo spettatore senza forzare sulle solite amene volgarità e sui doppi sensi a stampo sessuale, mettono in piedi una commedia che finalmente può essere vista da tutta la famiglia, non che questo ci interessi particolarmente, ma a Natale anche questo fattore ha la sua importanza. Accanto a Lillo & Greg si muove bene il resto del cast, la vena comica di Paola Minaccioni cresce film dopo film, Paolo Calabresi è un godibile outsider mentre un’esplosiva Ambra Angiolini ci mostra come si può essere sexy senza prendersi troppo sul serio. I fatti hanno detto che Neri Parenti e compagnia hanno poi trovato un’altra casa in grado di produrre i loro tormentoni natalizi, sapere però che “il film di Natale” sia diventato finalmente qualcosa di simpatico e leggero di certo non migliorerà le mie vacanze, e nemmeno le vostre, ma almeno mi ha dato un altro film da mettere a tavola durante una delle interminabili cene in famiglia senza nessuno che mi dica “fermalo un attimo che c’è la bambina che guarda”.

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Scritto da Ciccio Mangiò

Ciccio Mangiò

Tecnico autodidatta dell'ANAS con tendenze alla critica cinematografica ed alla panza di birra, esperto di tutto, di niente e papà a tempo pieno.

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