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Una doppia verità

Una doppia veritàSolitamente i legal-drama americani li guardo solo sotto tortura, e mai, dico mai, lontano dal divano di casa mia con tanto di fornitura settimanale di birra doppio malto da discount accanto: ma siccome  per ora l’offerta cinematografica è abbastanza latente, un salto al multisala sotto casa a vedere Una doppia verità l’ho fatto comunque, spinto dal nome della regista, quella Courtney Hunt che ai tempi di Frozen River mi aveva ben impressionato e soprattutto di Keanu Reeves, attore che non abbandono quasi mai e che con L’avvocato del Diavolo è riuscito ad entrare nell’immaginario collettivo di chi ama questi particolari thriller girati in un’aula di tribunale.

La trama in se è ben poca cosa, ed anche abbastanza comune: un ragazzino di diciassette anni (Gabriel Basso), uccide il padre con ferocia, l’avvocato di grido Lassiter (Jim Belushi) un uomo tanto arguto quanto stronzo: il compito dell’avvocato di famgilia Richard Ramsey (Keanu Reeves) è quello di far assolvere totalmente il ragazzo, ma non sarà facile dal momento che quest’ultimo si trincera dietro un silenzio tombale.

Una doppia verità è un film abbastanza schematico, che si regge bene fra flashback e colpi di scena, che scava inesorabilmente alla ricerca della verità senza mai lasciare nulla al caso, senza mischiarsi molto su ciò che accade all’esterno ma facendo dell’opprimente atmosfera dell’aula del tribunale una protagonista aggiunta della pellicola: non è però un film che mi sento di giudicare con un volto che vada oltre la sufficienza, perchè nonostante i numerosi stravolgimenti dei punti di vista, si muove in un terreno già troppe volte battuto, se non addirittura usurato. Una doppia verità lascia il (facile) terreno del dramma per fiondarsi a capofitto sul thriller, non ci sono sbavature questo è certo, ma non brilla di certo nei dialoghi così come con le interpretazioni, che lasciano al solo Reeves (ed in parte anche a Jim Beluschi) il peso di una pellicola dove è palese la paura di osare della regista, che ha preferito costruire qualcosa di preciso ma semplice piuttosto che sondare terreni più rischiosi ma senza dubbio alcuno molto più affascinanti.

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